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Lavori all'Alzaia: e le imprese soffrono

Disagi nel tratto tra via Valenza e San Cristoforo: 150 dipendenti di varie aziende d'ingrosso hanno paura di perdere il posto

Il cantiere in Alzaia Naviglio Grande (foto Negri/MilanoToday)

La chiusura al traffico (per ora parziale) dell'Alzaia Naviglio Grande sta creando parecchi disagi alle imprese che hanno sede lungo il Naviglio. Vistoso calo di fatturato e - per i circa 150 dipendenti - il timore di restare a casa. Lavori in teoria importanti (prima la fognatura, poi un ponte pedonale sul Naviglio) che però, con la prospettiva di un'alzaia totalmente chiusa al traffico in futuro, hanno generato incertezze. Per ora senza risposta.

Una strada, l'Alzaia Naviglio Grande, conosciuta da molti ciclisti e appassionati di running, ma usata tradizionalmente per scopi di trasporto. Basti pensare alle barche trainate da cavalli, comuni fino alla prima metà del XX secolo. Nel silenzio generale, un tratto di alzaia è interessato da lavori di vario genere (fognatura, consolidamento delle sponde, via d'acqua sud) con parecchi disagi per le imprese che sorgono al suo lato.

Si tratta di imprese commerciali che trattano soprattutto l'ingrosso, quindi con necessità di movimento di mezzi per il carico e scarico delle merci. Nomi piuttosto conosciuti a Milano: a partire da Pisotti, uno dei principali fornitori di articoli di cartolibreria, passando per L'Artiglio (rivendita di vernici) e per un centro edile molto frequentato. Per non parlare del noto locale notturno Bobino, nel cui parcheggio si svolge - di giorno - un mercato agricolo di frutta e verdura biologica.

Tutto questo nel tratto tra via Valenza e la chiesa di San Cristoforo. Qualcosa come 150 dipendenti in tutto, preoccupati per il loro futuro lavorativo, così come gli imprenditori - naturalmente - che hanno già visto calare il fatturato anche del 40%.

LA FOGNATURA - Si inizia a maggio 2014. L'alzaia viene chiusa per urgenti lavori di fognatura. Tutto bene: gli imprenditori aspettavano da almeno dieci anni la rete fognaria e, nel frattempo, si erano attrezzati con lavori di depurazione a proprie spese. Peccato solo che il cartello d'inizio lavori sia stato apposto un venerdì sera e che i lavori stessi, con chiusura della strada, siano iniziati il lunedì successivo. L'alzaia viene "spaccata in due", con doppio senso da via Valenza al negozio di Pisotti e poi dal ponte delle Milizie in su, "congelando" la parte in mezzo".

IL PONTE PEDONALE - L'8 settembre arriva l'inizio lavori del ponte pedonale che sovrasterà il Naviglio. In questo caso, Metropolitana Milanese ha chiuso l'accesso da via Valenza. L'avviso, anche in questo caso, è stato pubblicato con pochissimi giorni di preavviso. "Nessuno si è preoccupato di mettere una segnaletica che indicasse come raggiungere le attività", afferma la consigliera regionale Maria Teresa Baldini che ha raccolto le lamentele degli imprenditori.

ALZAIA PEDONALE? - Il futuro sembra già delineato: Palazzo Marino intende pedonalizzare l'Alzaia Naviglio Grande. Una scelta coerente con le linee generali dell'amministrazione di Pisapia, ma che sta creando notevoli incertezze per imprese di rilievo e per i loro lavoratori.

DISAGI - I mezzi devono ora raggiungere le imprese sull'alzaia dal ponte delle Milizie, con una bretella a "S" piuttosto stretta: non tutti i mezzi pesanti possono percorrerla. "Ben venga Expo e ben vengano i lavori di riqualificazione - spiega Antonio Catallo, architetto che si sta occupando del problema insieme agli imprenditori - ma il comune, almeno, usi il buon senso e faccia chiarezza sul futuro dell'alzaia. Se diventerà pedonale, come è stato annunciato, almeno si definiscano subito gli orari in cui il passaggio per il carico/scarico sarà consentito. Non si lascino gli imprenditori e 150 lavoratori in balìa dell'incertezza".

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L'INCONTRO MANCATO - Nei mesi estivi gli imprenditori si sono attivati con il presidente del consiglio di zona 6, Gabriele Rabaiotti, per incontrare Pierfrancesco Maran, assessore all'ambiente. Ma l'incontro è saltato all'ultimo momento. "Può succedere - spiega ancora Catallo - ma poi ci si aspetta una telefonata per fissare un nuovo appuntamento. E invece non è successo".

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