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Giambellino, (ri)sgomberato il centro sociale: era stato occupato dopo il primo sequestro

Blitz dei carabinieri all'alba in via Manzano. La struttura era vuota. La lunga storia giudiziaria

Lo sgombero di martedì mattina - Foto Biagio Catania

Occupazione finita. Di nuovo. Martedì mattina all'alba i carabinieri hanno sgomberato il centro sociale "Base di Solidarietà popolare" in via Manzano 4, al Giambellino. 

La struttura, che è la sede storica del "Comitato abitanti Giambellino Lorenteggio", era stata nuovamente occupata il 13 gennaio scorso, a un mese esatto dal primo sequestro del 13 dicembre.  

Al momento del blitz di martedì, i militari - intervenuti verso le 6.30 in gran numero, con uomini in assetto anti sommossa - non hanno trovato nessuno all'interno e hanno iniziato a svuotare i locali. Il palazzo sarà ora chiuso e murato proprio per evitare nuove incursioni. 

Video: carabinieri all'opera in via Manzano

La "base di solidarietà popolare" era stata "chiusa" una prima volta proprio alla fine del 2018, quando i carabinieri del nucleo informativo avevano arrestato nove antagonisti accusati di aver occupato e assegnato arbitrariamente le case popolari Aler del quartiere. Insieme alle manette per i nove - sei uomini e tre donne - erano scattati anche i sequestri per alcuni immobili, tra cui la "base" del "comitato abitanti Giambellino Lorenteggio".

Un mese dopo, però, i ragazzi del gruppo avevano violato i sigilli e avevano ripreso possesso della struttura, che - stando a quanto accertato all'epoca - era ancora formalmente sotto sequestro.

"Era nell’aria dal giorno dell’operazione Robin Hood. In molti già quando ci siamo passati davanti, alla fine del corteo, erano rimasti un po’ delusi dal fatto che non ci eravamo ripresi la base di solidarietà popolare - aveva spiegato il collettivo dalla propria pagina Facebook -. Lo abbiamo fatto oggi. Per la quarta volta in cinque anni abbiamo ridato al quartiere la sede del comitato, del doposcuola, dell’ambulatorio popolare e della mensa sociale".

"Ai magistrati e ai carabinieri che ci inquisiscono diciamo: siete solo un fastidio. Ci fate perdere tempo ma non potete fermarci. Veniteci a trovare in via manzano 4 al Giambellino. Da domani - avevano concluso dal comitato - ricominceremo con le attività del comitato alla base. Un bacione va ai nostri fratelli e alle nostre sorelle ancora detenute. Avanti tutta. W la comune del Giambellino". Una "comune" che, parole del procuratore Alberto Nobili, non aveva mai occupato e assegnato case per soldi ma soltanto per una sorta di desiderio di "giustizia sociale" e per "accrescere il proprio consenso".

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